Poems

Ancora oltre

Oltre la mia finestra. Un passero seduto sulla cima di un pino triste, come guardiano di un cielo sereno. Ascolta il silenzio dei pensieri che passano. Come auto in corsa che non esistono. Sordo è il tuo domandare. Cieco il tuo sguardo mentre indaga le stanze interiori della mia follia. Solo come ogni essere umano con la sua pena. Il tuo becco mi ricorda il pungente dolore di parole dolci che non voglio ascoltare. Il tuo orizzonte. La tua illusione di  comandare. E guardi. Intorno. Come ci fosse qualcosa da guardare. Povero passero sordo e cieco, come ogni essere umano di fronte alla pena di un altro. Vorrei aprire questa finestra per lasciarti entrare. Ma è bloccata.

Cosa resta di me.

Brioche Dorée. Al tavolo di una caffetteria. Mi siedo vicino alla gente come per ascoltare le loro storie. Li osservo come se stessi studiandoli. Ma senza importanza. Non so esattamente dove sono e dove posso andare partendo da qui. Fuori dalla caffetteria un vento che ricorda raffiche di tramontana. Questo posto ha qualcosa di familiare. Come le città mediterranee una domenica mattina.

Una signora dal berretto buffo e le spalle al mondo. Due gentiluomini e una valigetta di cuoio. Ieri sera pensavo ai miei sogni. Ero stanca e mi sono addormentata presto. Ma prima ho sognato. Speravo di trovare il mare. Il mare. Il vento è sempre lí eppure il mare non c’é.

Non ho nulla da dire per questo scrivo. Ho capito tutto o forse niente. È questo istante, l’inizio oppure la fine? Non so scrivere storie, so solo leggerle. Se ora mi alzo da questa sedia e vado via, cosa sarà rimasto di me in questo piccolo angolo di mondo? Una tazza grande, che in Inghilterra sarebbe piccola. Un tovagliolo pieno di briciole. L’impronta del mio rossetto e qualche goccia di caffè a sporcare il bordo della tazza.

Questo è quello che resta di me. Guardo l’orologio. Mi sento come una investigatrice in un film giallo. La gente comincia ad entrare e i due tipi di fronte a me sono sempre più ubriachi. Sono le 10 del mattino.

Mi chiedo dove andrò ora che il sole è uscito, ma il vento non si è fermato.

(October 2012)

Il mio volto in fiamme

by Elena Catalano

Rosso come la pelle di un papavero fresco di rugiada

Come quell’ occhio, nascosto, che porti tra i capelli

Donna.

Blu come la profondità del tuo ventre

e il mare e il temporale e la voragine delle tue paure.

Bambina.

Giallo e arancio come le pesche e la tua ingordigia di vita

e le passioni… alcune insane, altre abbastanza normali.

Specchio.

Dove guardi riflesso lo smeraldo dei tuoi occhi.

E una spazzola d’argento

Per prenderti cura di tutti i tuoi pensieri.

E le tue mani

Madre.

La curva inaspettata dei tuoi seni.

e la tua schiena come un fuso.

E i piedi.

Le tue radici su un marmo freddo che brucia.

E poi sabbia, per riempirti le osse

fragili, come castelli.

White Skin

Lasciatemi respirare come un passero morto

caduto dall’albero dei suoi desideri.

Lasciatemi tornare nel grembo della mia pelle.

Sebbene gelida come la terra soffocata di neve.

O arida come le zolle dei miei pensieri.

Lasciatemi tornare alle interminabili ore delle mie lune anarchiche

Al singhiozzo della mia infanzia…

A quegli odori che non riesco a descrivere,

ma me li porto addosso come unghie nella carne.

Terra madre.

by EC

Dannati Sensi

Non cercare di capirmi.

Tutto ciò che dico non ha senso.

e se ce l’ha… non voglio neppure saperlo.

Eppure Amo

… e poi che importa. Se siedo, oppure vago. Se cerco tra le pieghe dei tuoi vestiti, come formica tra le screpolature della pelle. Delle tue labbra belle. Che importa se tra le mie dita restano avvinghiati i tuoi capelli, come alghe. Nere.

Che importa se scrivo come fossi in punto di morte… per ricordarmi. Nel caso mi colga un vuoto di memoria.

E resto. Bevendo da una tazza che non mi appartiene. In una casa che non mi appartiene. In una terra che non mi appartiene. Da una vita che non mi appartiene.

Eppure amo. Osservo le intricate venature dell’esistenza della gente con cui parlo. Cerco nei loro occhi, il riflesso del mio sguardo. Nel caso sia niente altro che un fantasma.

E sogno. Come fossi un essere un umano.